Sono una Docente di Scuola Primaria e insegno da molti anni nell’Istituto Comprensivo “Ennio Quirino Visconti” di Roma.

Da molto tempo utilizzo le nuove tecnologie sia nella mia vita privata che nell’ambito lavorativo e cerco di indirizzare i miei alunni verso una cultura della domanda e della scoperta. Negli ultimi anni li ho coinvolti sempre più spesso in attività che li facessero sentire cittadini europei e del mondo. Siamo iscritti alla piattaforma code.org dalla prima classe, abbiamo partecipato fin dal primo anno all’Hour of Code e ci siamo appassionati al problema della sicurezza in rete durante il Safer Internet Day, utilizzando i contenuti del portale Generazioni Connesse.

Quest’anno in particolare abbiamo partecipato alla Europe Code Week dal 5 al 20 ottobre 2018 iscrivendoci, con la nostra attività, sulla mappa del sito.

La nostra esperienza: Pixel Art

Ci siamo occupati di Pixel Art (una tecnica utilizzata – anche con i monitor dei pc – tramite cui, colorando una griglia quadrettata si ottiene una immagine fatta da tanti quadratini colorati, i pixel appunto) e delle sue possibili applicazioni. Inizialmente la classe ha seguito, in modalità differita, un MOOC (Massive Open Online Course) per docenti tenuto da Alessandro Bogliolo, dal titolo “Coding in your Classroom, now!” che prendeva le mosse dal collegamento tra pensiero computazionale, coding e Pixel Art.

Imparare divertendosi

Gli alunni si sono mostrati molto a loro agio in questa modalità di apprendimento, nonostante la complessità dell’argomento e il linguaggio difficile indirizzato ad un target diverso da loro. Dopo ogni concetto complesso verificavo la comprensione ed eventualmente semplificavo qualche passaggio con spiegazioni ed esempi. Generalmente siamo stati in grado di procedere nelle attività come gli insegnanti che avevano seguito il MOOC in diretta. Ogni nuova acquisizione terminava con un quiz online a cui coloro che seguivano potevano rispondere in tempo reale. I bambini si sono molto divertiti nel verificare come alcuni insegnanti non avevano compreso, mentre buona parte di loro sì, e sbagliavano a rispondere. Le attività che sono seguite, predisposte su un Padlet apposito dal titolo “Il pensiero computazionale”, li hanno divertiti ed affascinati. Gli alunni hanno scritto codice e creato immagini sia con carta e penna che con Zaply Code, fino a giungere a Natale alla progettazione, al disegno e alla realizzazione di oggetti con le perline termosaldabili, da regalare ai propri cari per le festività. La Pixel Art è entrata a far parte della nostra vita in modo massiccio: inviti per le feste di compleanno, maschere di Carnevale, orecchini e gioielli da progettare e costruire… e chissà quanto altro ancora.

Le competenze di programmazione e di progettazione insegnano a pensare

Il certificato di partecipazione all’Europe Code Week 2018 è appeso nella nostra classe e testimonia l’importanza che attribuiamo alle competenze digitali per il nostro futuro.

Le competenze di programmazione e di progettazione servono per lavorare, per favorire la creatività, per sviluppare il ragionamento accurato e preciso, aiutano ad affrontare problemi complessi, aiutano nello studio, insegnano a lavorare in modo cooperativo, insegnano sostanzialmente a pensare.

La nostra avventura prosegue! Continuo ad operare nella convinzione che sia sempre più necessario dare agli alunni gli strumenti per la lettura e la comprensione della realtà ma anche indirizzarli verso una riscrittura della società che li circonda. Per far questo dovranno impossessarsi della grammatica utilizzata dai grandi comunicatori e saper utilizzare i linguaggi della società dell’informazione.