La sempre più ampia diffusione delle tecnologie digitali aumenta le opportunità per individui e imprese, ma aumenta anche la nostra vulnerabilità. La mole di informazioni sensibili costantemente scambiate sul web espongono infatti la società a nuove minacce. Tra queste, l’abuso dei dati personali, la violazione della sicurezza e delle informazioni segrete delle istituzioni e delle aziende, ma anche di strutture che dispongono di dati molto sensibili come gli ospedali, e le università.

L’Unione fa la forza e la giustizia

Proteggere Internet è quindi un imperativo sia economico che di sicurezza. Lo spazio virtuale non ha confini ed è impossibile contrastarlo efficacemente al livello nazionale. Ecco perché entra in gioco l’Unione europea, che ha adottato diversi strumenti per contrastare i crimini commessi nello spazio cibernetico comune. Dal 2001, l’Unione ha portato avanti diversi interventi per combattere le frodi e le falsificazioni online, e anche una direttiva sulla privacy e sul trattamento dei dati personali e un’altra direttiva sulla sicurezza delle reti. A livello operativo, il Centro Europeo sul Cybercrimine dell’Europol si occupa di investigazioni ed operazioni che vengono realizzate in cooperazione con le agenzie nazionali competenti di tutti gli Stati membri.

L’Europa mira così a creare uno spazio virtuale sicuro a tutela dei consumatori e degli utenti europei. Lo scorso settembre, con una Comunicazione congiunta al Parlamento europeo ed al Consiglio, la Commissione ha spiegato i prossimi passi da fare contro le minacce cibernetiche. La nuova azione sulla cybersicurezza si articola su tre temi strategici: rafforzare le difese agli attacchi cibernetici; intensificare le indagini volte a rilevare, rintracciare e punire i responsabili di questi attacchi; consolidare la cooperazione internazionale in tema digitale. 

Cavalcare le nuove opportunità

Una svolta culturale è necessaria per comprendere e gestire sia i rischi che le opportunità connesse all’innovazione tecnologica e ad Internet, specialmente nelle PMI per aumentarne la capacità di innovare e di competere sul mercato globale.

Nelle agende politiche di tutti governi europei, si riconosce alla cybersecurity un ruolo sempre più centrale per la crescita economica e per il benessere sociale. Ma è la UE che si premura di sfruttare e stimolare le nuove opportunità del mondo virtuale con la strategia del Mercato Unico Digitale.

Per i prossimi anni, l’Unione europea e i suoi Stati membri devono continuare ad investire in ricerca e sviluppo nel settore tecnologico e a formare un complesso di competenze informatiche multidisciplinari destinate a creare una società sicura. Attraverso il programma Horizon 2020, l’Unione ha stanziato, tra il 2014 e il 2020, circa 80 miliardi di euro per lo sviluppo di iniziative in ambito tecnologico, con l’obiettivo di promuovere la crescita europea. Per il settennato successivo, la Commissione punta al rialzo, con Horizon Europe, prevedendo un ulteriore stanziamento di 100 miliardi di euro in ricerca e innovazione per creare nuovi posti di lavoro e per promuovere la competitività dell’Europa nel mondo.