Numerosi enti e organizzazioni culturali napoletane hanno beneficiato in questi anni del sostegno di Europa Creativa, uno dei principali programmi dell’Unione europea nell’ambito culturale per il sostegno dei  settori culturali e creativi degli Stati membri. I progetti finanziati tra il 2007 e il 2013 sono stati cinque, cifra  raddoppiata nel periodo successivo, quello cominciato nel 2014 e che si concluderà nel 2021. Nell’ambito di quest’ultimo, il contributo dell’UE per i progetti a cui hanno preso parte enti culturali napoletani è stato di 5 milioni e mezzo di euro.

Le iniziative finanziate si sono concentrate sullo studio e lo sviluppo dei più vari aspetti del patrimonio culturale della città come opera, architettura storica, storytelling digitale e fumetto per citarne alcuni. Particolare rilievo hanno avuto i progetti per la valorizzazione degli archivi storici di due diversi enti partenopei, l’Università Federico II e il Banco di Napoli. Inoltre, la Fondazione intitolata al Banco si è aggiudicata il “Premio dell’Unione europea per il patrimonio culturale / Europa Nostra Awards 2017”, massimo riconoscimento a livello europeo nel campo della promozione dei beni culturali. In altre parole, quando Napoli si propone come centro di studio, creazione e conservazione del sapere, l’Unione Europea riconoscere l’impegno e lo promuove.

L’Unione tifa Napoli

In misura ancora maggiore, però, Napoli ha beneficiato dei Fondi Strutturali, dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, e del Piano d’Azione Coesione. Tra i progetti avviati a partire dal 2007 nell’ambito della cultura e del turismo, infatti, 87 sono stati portati a termine, mentre 139 sono ancora in corso. Se poi si considera l’intero territorio provinciale, il numero complessivo sale a 651 progetti finanziati dal 2007 ad oggi. Più nello specifico, la maggior parte dei fondi sono stati destinati alla realizzazione di infrastrutture e all’acquisto di beni e servizi, come emerge dai dati pubblicati sulla piattaforma OpenCoesione.

Per fare un esempio, l’UE ha partecipato tra il 2008 e il 2012 ai lavori di restauro e ristrutturazione del Teatro San Carlo, contribuendo con quasi 20 milioni di euro. Al restauro di Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito sono invece stati destinati 18 milioni.

Tra i progetti che hanno preso vita grazie ai fondi stanziati da Bruxelles ci sono anche festival di musica blues, di musica etnica, di poesia e letteratura, iniziative di valorizzazione delle tradizioni religiose e anche l’America’s Cup World Series, il più antico torneo velico al mondo, che ha scelto la città di Napoli come sfondo per due anni di fila, e l’Unione ha fatto il tifo per Napoli.

In occasione dell’anno europeo del patrimonio, per concludere, la regione Campania ha ospitato, nel 2018, 98 eventi tra concerti, mostre, attività laboratoriali, visite a siti di interesse storico, artistico, architettonico e tanto altro.

Napoli campione europeo della cultura

Appare quindi chiaro che Napoli ha fatto largo uso delle opportunità rese disponibili dall’Unione, risultando tra tutte le province italiane, quella che ha avviato il maggior numero di progetti grazie al supporto dei fondi europei. Come riportato da OpenCoesione, la provincia di Napoli ha infatti ricevuto nel periodo che va dal 2007 ad oggi il più alto finanziamento in termini assoluti (se considerato il contributo pro capite, Napoli è seconda di poco solo a Matera, quest’anno capitale europea della cultura). Per ogni napoletano, l’Unione europea ha infatti investito 461 euro in cultura.

Finanziamento europeo a progetti in tema di cultura e turismo per provincia