Grazie al contributo di numerosi attori privati e pubblici, Milano costituisce un grande centro d’innovazione in Europa.

Fondi europei per l’innovazione delle PMI e del servizio pubblico milanesi

Non tutti sanno, però, che oltre il 76% del bilancio dell’UE è gestito in collaborazione con le amministrazioni nazionali e regionali con un sistema di “gestione concorrente”, essenzialmente mediante cinque grandi fondi – i fondi strutturali di investimento – soggetti a periodica verifica sulle modalità d’impiego e sullo stato di avanzamento degli investimenti. Per lo sviluppo dell’innovazione in un contesto quale quello milanese quello maggiormente strategico è il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Tale strumento copre attività di ricerca e sviluppo, agenda digitale, sostegno alle piccole medie imprese (PMI) e green economy. Analizzando i dati resi disponibili sulla piattaforma online OpenCoesione, si può notare come, attingendo a questo fondo, l’Unione è intervenuto in numerosi progetti a Milano, finanziando a tutto il 2017 un totale di circa 25.8 milioni di euro distribuiti in più di 240 progetti. Più in dettaglio, circa 10 milioni sono stati investiti in progetti a sostegno delle PMI milanesi (ricerca, anche in cooperazione con gli atenei universitari, costituzione di reti di imprese o trasferimenti tecnologici) e 3.6 milioni per il rinnovo delle infrastrutture pubbliche in chiave di efficientamento tecnologico e/o energetico. L’attore che si è assicurato i finanziamenti più cospicui è Regione Lombardia, per un totale di circa 2.7 milioni fino al 2023 da dedicare ad investimenti infrastrutturali urbani per il miglioramento della viabilità e 1.8 mln per lo sviluppo dell’efficienza energetica. Entrambi i progetti hanno ricadute dirette sul benessere dei cittadini, attraverso la fornitura di un migliore servizio pubblico e una migliore qualità dell’aria.

Sovvenzioni europee per la mobilità e per il design milanese

Un’altra importante fonte di finanziamenti UE deriva poi dalle sovvenzioni destinate a progetti specifici, solitamente legati alle politiche UE. Questi fondi non vengono intermediati dallo Stato italiano e sono stati richiesti direttamente all’UE. In questo caso la città di Milano si è aggiudicata  19 milioni di euro in quattro progetti che interessano innovazione in diverse aree: si passa dal miglioramento del sistema di coordinamento del traffico ferroviario della linea Torino-Milano-Verona-Padova realizzato tra il 2012 e il 2014, passando per nuovi design dei materiali di costruzione in una partnership internazionale di aziende, per abbatterne il livello di emissioni fino alla ricerca sulle cellule staminali per l’Università degli Studi di Milano.

Il sostegno europeo ai ricercatori milanesi

E per sostenere Milano come centro d’eccellenza di ricerca, altri fondi sono specificamente indirizzati a piccole imprese o centri di ricerca. Forse il più celebre esempio è il fondo Horizon 2020, che ha gestito quasi un totale di quasi 80 miliardi di euro nel periodo 2014-2020. Dai dati della Commissione europea, risulta che a Milano sono stati destinati 468.4 milioni di euro, per un totale di 1384 interventi a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Di questi, 217 milioni sono andati agli istituti di educazione secondaria o superiore (tra cui quindi anche le università); 187 milioni al settore privato for profit; 47.32 milioni ai centri di ricerca universitari e 5.82 milioni al settore pubblico. I finanziamenti maggiori sono stati garantiti all’ospedale San Raffaele (19.5 mln) e a Telecom Italia (9.7 mln) per attività di innovazione legate all’agenda digitale.

Milano crocevia d’Europa 

Vale la pena menzionare anche i fondi resi disponibili dall’European Grouping of Territorial Cooperation (EGTC), pensato per predisporre facilitazioni legali e finanziarie alla cooperazione tra diverse realtà regionali o nazionali tra gli stati membri in progetti ad interesse comune. Ne è un esempio il progetto Interregional Alliance for the Rhine-Alpine corridor, un insieme di progetti di ricerca finalizzati al miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria che connette il nord-ovest dell’Italia fino al porto olandese di Rotterdam. Milano è un nodo importante di questo progetto, per il quale al momento sono stati stanziati quasi due milioni di euro (1.67 mln) per l’ultima fase di ricerca. Tale progetto avrebbe potenziali ricadute positive soprattutto per le aziende, in quanto potrebbe rendere meno costoso spedire merci attraverso le regioni interessate. D’altro canto, anche il trasporto di passeggeri potrebbe essere interessato dall’iniziativa, beneficiando di minori costi e tempi di percorrenza.