La gestione del fenomeno migratorio è ormai da anni al centro dellepreoccupazioni dei cittadini europei, ed in particolare dei cittadini Italiani.Secondo l’ultimo Eurobarometro del Novembre 2018, con il 40% delle menzioni, la migrazionedoppiava il terrorismo (20%) come primo tema indicato dai rispondenti. Unprimato che conferma un trend iniziato ormai dalla fine del 2014. Anche per gliItaliani il tema si trova in cima alla lista delle questioni da affrontare,davanti alla disoccupazione e alla situazione economica generale. Al contempola libera circolazione di persone e merci, e quindi il funzionamento delsistema Schengen, viene considerato il principale risultato ottenutodall’Unione Europea (59% delle menzioni) davanti anche al tema della pace edella fine dei conflitti nel continente (55% delle menzioni).

È quindi facile comprendere per quale motivo il tema della migrazione siaormai considerato inscindibile dal futuro stesso dell’Unione Europea. Eppure,per il sistema istituzionale si tratta di un tema ‘nuovo’ con una storia ventennalealle spalle, e con competenze ben più limitate rispetto ad altre aree copertedalla normativa comunitaria, come quella commerciale, doganale o del mercatounico.

Nei Trattati il tema è principalmente coperto attraverso gli Articoli 77 (frontiere), 78 (asilo), 79 (migrazione), 80 (solidarietà e responsabilità) del Trattato sul Funzionamento dell’UnioneEuropea (TFUE). In tutti questi casi la competenza tra Unione Europea e StatiMembri è di carattere ‘concorrente’. Tuttavia, in realtà in applicazione del principio di sussidiarietà e vista anche la forte reticenza degli Stati acedere competenza in questo delicato settore, sono ancora gli Stati Membri adessere ampiamente responsabili nella definizione delle politiche migratorieseppure in un quadro normativo comune. Si pensi ad esempio che laresponsabilità rispetto alle ‘quote’ di migranti da ammettere sul territorionazionale, le decisioni individuali sulle domande di asilo, o quella suirespingimenti o le ammissioni alla frontiera, o quelle relative allaconcessione dei visti sono tutte largamente discrezionali e responsabilità deisingoli stati.

Nonostante queste limitazioni e una politica complessivamente relativamente‘giovane’ l’Unione Europea svolge oggi un ruolo sempre più rilevante neldefinire la politica migratoria comune. Per spiegarle meglio Europea proponeuna serie di schede di approfondimento settore per settore che sarannopubblicate nelle prossime settimane:

  • la politica di asilo e protezione internazionale: il difficile bilanciamento di solidarieta’ e responsabilita’
  • frontiere e rimpatri: oltre frontex verso un sistema comune integrato di gestione delle frontiere esterne per garantire la libera circolazione
  • migrazione legale e integrazione: un’opportunita’ per tutti
  • politica estera: oltre i confini per gestire i flussi migratori in un quadro globale
  • risorse finanziarie: i fondi europei per una politica comune credibile